mercoledì 15 marzo 2017

La propagazione delle onde sismiche rilevata dai sismometri

I sismografi moderni tracciano il movimento simultaneo delle onde sismiche verso 3 direzioni: alto-basso, nord-sud, est-ovest. Ogni direzione del movimento fornisce informazioni specifiche sul terremoto. Questa animazione realizzata dall'IRIS EPO mostra il movimento delle tre onde di base (P, S e di superficie) e l'effetto delle onde su un edificio. I tre sismogrammi prodotti dal  sismografo evidenziano come l'onda P risulti più visibile sulla componente verticale, mentre, l'ampiezza dell'onda S è maggiore sulla componente orizzontale.

sabato 4 marzo 2017

Rapido aumento dell'acidificazione dell'Oceano Artico

Secondo un gruppo di ricercatori cinesi, americani e svedesi, dal 1990 al 2010, l'acidificazione dell'Oceano si é estesa per circa 300 miglia nautiche dall'estremità nord-occidentale dell'Alaska fino all'estremità inferiore del Polo Nord, raggiungendo i 250 metri di profondità.

martedì 28 febbraio 2017

Misurazione della velocità della luce tra la Terra e la Luna

Questo modello realizzato in scala mostra il tempo che impiega un fascio di fotoni a percorrere la distanza tra la Terra e la Luna (384.400 km), stimata in circa 1,26 secondi. Un anno luce corrisponde a 9.460.730.472.581 km, equivale a circa 9.460 miliardi di chilometri, approssimativamente, 63.241 volte la distanza che intercorre tra la Terra e il Sole, misurata in UA (Unità Astronomica).

mercoledì 15 febbraio 2017

Zealandia, il Continente sommerso nell'Oceano Pacifico

Topografia di Zealandia tratta da: "New Zealand in relation to the Indo-Australian and Pacific Plates".

I ricercatori della New Zealand Geoscience Agency (GNS Science) descrivono in una review un Continente che misura 4.9 Mkm2 e che faceva parte del Gondwana, posto a Sud Ovest nell'Oceano Pacifico ad un'altezza maggiore rispetto alla crosta Oceanica circostante. Attualmente il 94% del Continente é sommerso a causa dell'assottigliamento della crosta terrestre verificatosi nel Cretaceo in seguito alla rottura del supercontinente Gondwana e a causa dell'equilibrio isostatico. Visto il suo isolamento dall'Australia e l'area di grandi dimensioni si può definire un vero e proprio Continente. L'identificazione odierna di Zealandia come un continente indipendente, piuttosto che un insieme di isole continentali, frammenti e porzioni, rappresenta più correttamente l'attuale geologia di questa parte della Terra. Zealandia, nome che venne proposto nel 1995 dal geofisico dell'Università della California Bruce Luyendyk, fornisce un contesto nuovo che consente di indagare sui processi di rifting continentale, di assottigliamento e sull'evoluzione delle faglie che attraversano la crosta oceanica.

sabato 4 febbraio 2017

La collisione dell'India contro l'Asia si verificò 54 milioni di anni fa

Tratta da Y. Najman et al., (2017) Fig.1



L'analisi dei depositi detritici del margine continentale passivo indiano (Himalaya occidentale) suggerisce che la collisione tra l'India e l'Asia si verificò 54 milioni di anni fa, Y. Najman et al., (2017). 

giovedì 2 febbraio 2017

Zirconi dell'Archeano suggeriscono l'esistenza di un microcontinente ormai scomparso sotto le Mauritius

Un gruppo di scienziati della Wits University's School of Geosciences, della German Research Centre for Geosciences e della University of Oslo, ha scoperto la presenza di zirconi dell'Archeano (secondo Eone del Precambriano) localizzati nelle rocce vulcaniche mioceniche sotto le isole Mauritius, il che conferma l'esistenza dell'antico microcontinente rimasto dalla disgregazione del supercontinente Gondwana, (che si formò circa 200 milioni di anni fa) e che scomparve sotto le Mauritius 85 milioni di anni fa.  La prima prova venne fornita e pubblicata su Nature Geoscience 4 anni fa da TH Torsvik et al., ‎(2013). In quel caso i ricercatori effettuarono la scoperta di piccoli zirconi analizzando i granelli di sabbia dell'isola che riaffiorarono progressivamente in superficie a causa dei movimenti tettonici. Secondo Jamtveit e i suoi colleghi, Mauritia, aveva un estensione pari ad un quarto dell'odierno Madagascar che a sua volta apparteneva al Continente Rodinia. La conferma é avvenuta pochi giorni fa dal secondo studio pubblicato sempre sulla prestigiosa rivista inglese Nature CommunicationsAshwal L. D. et al., (2017).        

venerdì 27 gennaio 2017

Nuove indagini batimetriche rilevano la presenza di attività tettonica nel sud Italia causata da due margini convergenti

Noi sappiamo che il Mediterraneo è tettonicamente attivo, infatti la geologia ci insegna che quest'area geografica é minacciata da catastrofi naturali. Un gruppo internazionale di ricercatori con la partecipazione degli scienziati del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel ha studiato approfonditamente il fondale marino a Sud della Sicilia e della Calabria.