mercoledì 15 novembre 2017

La fauna del mare interno Cretacico

Le  rocce sedimentarie  dimostrano che il Canale accoglieva un mare caldo e tropicale, infatti sono state rinvenute anche diverse   alghe calcaree.
La fauna marina, che visse durante il Cretaceo, nel canale interno occidentale. 
Carta geologica del Cretaceo realizzata da Ron Blakey.
Durante il Cretaceo, il canale interno occidentale divideva l'America settentrionale in due grandi porzioni di crosta terrestre. Il mare di Niobrara era caldo e poco profondo, circa 800 metri, copriva 1,7 milioni di chilometri quadrati di pianura costiera, compresa l'attuale  provincia di Alberta, circa 74 milioni di anni fa. Il mare interno occidentale ospitava rettili marini come i predatori all'apice mosasauridi, che potevano raggiungere anche i 17 metri di lunghezza, i plesiosauri, pesci ossei come lo Xiphactinus lungo 5 metri, squali e invertebrati come i molluschi cefalopodi, ammoniti e belemniti. Nel cielo volavano uccelli come l'Hesperornis e l'Ichthyornis, e grandi pterosauri come il Nyctosaurus e lo Pteranodon. Tuttavia, questo canale interno scomparve circa 72 milioni di anni fa, in quanto si innalzò il fondale sabbioso, lasciando uno spesso strato di depositi marini noti come la Formazione di Bearpaw. Riferimento: Royal Tyrrell Museum.

martedì 7 novembre 2017

Tredici istituti di ricerca americani attribuiscono all'uomo la causa del surriscaldamento globale degli ultimi 140 anni

Raffronto eseguito con misurazioni strumentali dal 1880 tra forzanti climatici naturali e antropici, da Canty et al., (2013).
Il 3 Novembre del 2017 un gruppo di scienziati ha rilasciato una nuova relazione che spiega come i cambiamenti climatici stiano influenzando il clima negli Stati Uniti e quali saranno i futuri scenari. Lo studio del Climate Science Special Report (CSSR) afferma: "È estremamente probabile che l'influenza umana sia stata la causa dominante del riscaldamento riscontrato dalla metà del XX secolo". Conclude la relazione. "Per il riscaldamento del secolo scorso, non esiste una spiegazione alternativa convincente sostenuta dalla portata delle prove osservazionali". E le prove osservazionali dell'origine antropica sono molteplici. Migliaia di studi esposti nel documento dimostrano che stanno aumentando le temperature superficiali, atmosferiche e oceaniche; i ghiacciai si fondono; si sta riducendo la copertura della neve;  l'estensione del ghiaccio marino; aumenta il livello del mare; l'acidificazione dell'Oceano;  aumentano l'intensità e la frequenza delle piogge, degli uragani, delle ondate di calore, degli incendi e della siccità. La relazione descrive meticolosamente come questi effetti possano essere ricondotti in larga misura alle attività umane e alle relative emissioni di gas ad effetto serra.  Ad esempio, senza grandi riduzioni delle emissioni, l'aumento della temperatura media annua globale, rispetto ai tempi preindustriali, potrebbe raggiungere i 5 °C o più entro la fine di questo secolo. Nonostante vi sia stato un rallentamento nei valori delle emissioni, questa tendenza al rallentamento non limiterebbe il cambiamento della temperatura media globale a 2  °C, rispetto ai livelli preindustriali, entro la fine del secolo. La National Oceanic and Atmospheric Administration è la principale agenzia amministrativa che ha collaborato alla stesura del nuovo studio. Altre agenzie coinvolte includono la National Aeronautics and Space Administration e il Dipartimento per l'Energia; insieme ai rappresentanti dei laboratori nazionali, delle università e del settore privato hanno. Riferimento:  Eos: Earth & Space Science News How Will Climate Change Affect the United States in Decades to Come?

venerdì 3 novembre 2017

Osservata la correlazione tra l'espansione dei fondali oceanici e gli eventi sismici

Topografia del fondale oceanico della NOAA.
Noi sappiamo che l'attività vulcanica provoca l'estensione del fondale marino lungo le dorsali oceaniche, formando nuove porzioni di crosta e di mantello. La nuova litosfera oceanica si contrae del 3% quando si solidifica. Questa riduzione della massa litosferica può causare terremoti sottomarini. La meccanica di base relativa ai movimenti delle placche tettoniche risulta attualmente abbastanza ben compresa. Tuttavia, gli scienziati non sono in grado di prevedere ancora con precisione di quanto si possa contrarre orizzontalmente la litosfera oceanica durante questo processo. Gli scienziati giapponesi Sasajima e Ito,  hanno studiato questa contrazione termica esaminando gli effetti dell'energia rilasciata dai terremoti nelle sezioni di litosfera oceanica (circa 5-15 milioni di anni), negli ultimi 55 anni. Essi hanno anche simulato questa attività utilizzando alcuni modelli matematici. Il gruppo ha trovato una differenza distinta in due componenti dello stress rilasciato: una parallela alla dorsale e un'altra perpendicolare al crinale (cioè nella direzione di estensione del fondale marino). In pratica, la dorsale oceanica é stata sottoposta ad un rilascio di stress estensivo maggiore di sei volte, mentre il fondale ha resistito per ben otto volte all'intensità della spinta compressiva. Nella loro simulazione numerica, i ricercatori hanno scoperto che la litosfera oceanica recente, raramente si contrae nella direzione parallela alla dorsale. Il gruppo ha concluso che, lo strato del mantello posto sotto la litosfera, conosciuto come astenosfera, quindi a bassa viscosità, é meno resistente perché anche le dorsali oceaniche sono relativamente deboli, quindi, la nuova litosfera oceanica è in grado di espandersi più liberamente.

giovedì 2 novembre 2017

La curva di Keeling

Foto estratta dal The San Diego Union-Tribune.
Questo grafico ormai diventato un riferimento per tutti gli scienziati che lavorano nel settore della climatologia, mostra il lavoro del geochimico Charles David Keeling riassunto in un minuto. La curva di Keeling, che realizzò nel 1958 presso i laboratori del Mauna Loa, venne diffusa e gestita dall'Istituto Scripps Oceanography presso l'Università della California per misurare la concentrazione dell'anidride carbonica della troposfera. Animazione della Killer Infographics.

lunedì 30 ottobre 2017

Spettacolare tramonto osservato il 29 ottobre nel cielo dal Nord Italia

Jeff da Settimo Milanese.
Foto di Omar Zanni da Nibionno.
Foto di Giovanni Taurino scattata da Malpensa.

Foto di Carla Capone.
Fabrizio Sgheiz da Cernobbio.  
Inquinamento e/o scie chimiche? NO, spiega al Corriere della Sera Maurizio Mugeri, Fisico dell'Atmosfera presso l'Università di Milano. "Erano nubi troppo alte che stazionavano verso il limiti della stratosfera e l’inquinamento in questa caso non è la causa del loro effetto spettacolare. Si è creata una condizione particolare dovuta alla diffusione del vapore acqueo – precisa Maugeri – per cui la luce del sole al tramonto attraversando i cristallini produceva colori e disegni straordinari simili alle nubi lenticolari che però in genere si presentano separate. L’inquinamento agisce a livelli più bassi e poi negli ultimi giorni una ventilazione discreta sulla Val Padana ha abbassato i livelli inquinanti, quindi non può generare conseguenze simili". Il fisico ambientale Flavio Galbiati ha spiegato che si tratta di un evento unico. La luce che cambia colore al tramonto è causata dalla radiazione solare che attraversando una maggiore distanza nell' atmosfera viene diffusa e scomposta, prevalendo in questo caso, la sua componente arancione, gialla e rossa. “Non è escluso che, il vento potrebbe aver distribuito le polveri e il fumo degli incendi, contribuendo ad evidenziare la colorazione. L’inquinamento, invece, non c’entra nulla poiché i gas, una volta dispersi, restano a bassa quota". Per chi volesse approfondire: http://geoscienze.blogspot.it/search?q=nubi+lenticolari

venerdì 27 ottobre 2017

Siamo figli delle Stelle, da dove provengono gli elementi di cui siamo composti?

L'idrogeno presente nel tuo corpo in ogni molecola d'acqua proviene dal Big Bang. Non esistono altre fonti di idrogeno apprezzabili nell'Universo. Il carbonio di cui é composto il tuo corpo proviene dalla fusione nucleare avvenuta all'interno delle Stelle, così come l'ossigeno. Gran parte del ferro che é nel tuo corpo proviene da una esplosione stellare verificatasi molto tempo fa a una distanza per noi inimmaginabile, come mostra sopra il video della NASA. L'oro dei vostri gioielli proviene probabilmente dalle collisioni tra le stelle di neutroni che potrebbero essere state visibili come degli scatti a raggi gamma di breve durata o come degli eventi gravitazionali. Elementi come il fosforo e il rame sono presenti nei nostri corpi in piccole quantità ma sono essenziali per il corretto funzionamento della nostra vita. La tabella periodica in esame è stata codificata con i colori per indicare la migliore ipotesi sull'origine nucleare dell'umanità con riferimento a tutti gli elementi noti. L'origine nucleare di alcuni elementi, come il rame, é ancora sconosciuta e risulta quindi  in oggetto di studio tramite la ricerca osservazionale e computazionale. Tabella e spiegazione pubblicata sul sito APOD della NASA, gentilmente concessa dal Professore di Fisica che insegna Astrofisica e Astronomia presso la Michigan Tech Robert J. Reminoff, e da Jerry T. Bonnel, Astrofisico che lavora presso il NASA/Goddard Space Flight Center.

venerdì 20 ottobre 2017

E' nebbia o smog, l'alone grigio bluastro che si vede sopra la Pianura Padana?

Foto scattata da Paolo Nespoli il 18 Ottobre del 2017, Lo smog é visibile in quasi tutta la Pianura Padana, l'alone bianco nel Nord Est é nebbia. Sul sito della NASA Overview é possibile osservare le rilevazioni degli aerosol effettuate dai Satelliti.
 Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea ha scattato
Il 30 ottobre 2014 questa foto quando era a bordo della ISS. 
Gli scienziati della NASA Earth Observatory hanno posto la domanda allo scienziato specializzato nelle scienze atmosferiche Rudolf Husar, che lavora presso la Washington University e studia l'inquinamento atmosferico da oltre 40 anni. La nebbia staziona nella troposfera inferiore, ed é formata quasi completamente da gocce d'acqua sospese nell'aria, di solito appare bianca nelle immagini a colori naturali. Lo smog industriale si forma in ambienti freschi e umidi e contiene un gran numero di particelle di aerosol che lo rendono grigio. Da notare che lo smog industriale, a volte chiamato zolfo o smog nero, è distinto dallo smog fotochimico, che si sviluppa tipicamente in condizioni più calde quindi durante l'estate. "Probabilmente è più preciso dire che sia una combinazione di entrambi", ha affermato Husar. "L'area oscura che si osserva sulla valle del fiume Po durante la stagione fredda, deriva dagli effetti combinati dell'inquinamento atmosferico e della nebbia che si verificano naturalmente. In questo caso, l'oscurità bluastra è probabilmente costituita dai residui solidi o liquidi che permangono quando le gocce di nebbia evaporano. Quindi ciò che gli astronauti hanno visto come foschia bluastra durante il giorno appariva in effetti come una macchia di nebbia bianca durante la notte e la prima mattina". Quindi, la valle del Po, avendo un'elvata densità di popolazione, produce abbondanti quantità di inquinanti gassosi e particellari dai veicoli, dalle centrali termoelettriche alimentate a carbone, dalle fabbriche, dagli incendi agricoli e da altre attività umane. Allo stesso tempo, la nebbia spesso si forma nella valle in autunno e in inverno quando le inversioni di temperatura intrappolano l'aria fredda, umida (e talvolta inquinata) in prossimità della superficie.  Husar ha afferma anche che: "Quando si forma la nebbia, gli ossidi di zolfo, gli ossidi di azoto e gli altri gas inquinanti vengono prelevati dalle gocce d'acqua della nebbia stessa. Una volta assorbiti nelle gocce, i gas si ossidano più rapidamente". "Concludendo, la nebbia e l'umidità  accelerano il processo di conversione degli inquinanti gassosi in aerosol che provocano a loro volta la foschia". Bibliografia: